La lesbica che rischia la tortura

La donna ugandese si è rifugiata in Svezia. Che non le vuole concedere asilo


Secondo il governo svedese se Nantale Prosscovia tornasse in Uganda non
rischierebbe la vita: per questo non sussistono gli estremi per concedere asilo
politico. Rischia così di farsi molto difficile la situazione per la donna
ugandese che ha visto il suo negozio distrutto da una folla inferocita e la sua
vita cambiare di colpo. Perché era lesbica.

IN FUGA - Grazie all'aiuto della madre è potuta scappare in Svezia. "Chi la
sostiene racconta che Nantale Prosscovia ha lasciato l'Uganda dopo essere stata
pubblicamente chiamata lesbica e la sua impresa distrutta da una folla anti-gay
che la avvertiva di "piantarla con i suoi comportamenti o morire". La polizia
ha rifiutato di proteggerla ma conl'aiuto della madre Nantale è scappata e ha
chiesto asilo nel 2007 in Svezia", dice PinkPaper.

NIENTE ASILO - Come dicevamo il paese giallo-blu ha rigettato la richiesta:
questo nonostante in Uganda le relazioni fra persone dello stesso sesso siano
"punibili con fino a 14 anni di galera, con in più una legge che attende
approvazione che aumenterebbe la pena fino all'ergastolo o disporrebbe
addirittura la pena di morte. La proposta è stata largamente criticata dai
governi internazionali", fra cui, curiosamente, la Svezia. Così attualmente
Nantale è in una prigione di Stoccolma: "Ma lei merita di vivere liberamente e
la miglior cosa che il governo svedese potrebbe fare è liberarla e concederle
asilo", dicono i suoi sostenitori.

Fonte: http://www.giornalettismo.com/archives/316430/la-lesbica-che-sara-
torturata/

Pubblicato da Lorenzo Bernini

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