Angela Merkel dice No ai rifugiati LGBT

Il vento di destra che attraversa l'Europa non si ferma...
Così Angel Merkel chiude le porte ai richiedenti asilo LGBT. A denunciarlo Politico.eu, che grazie ad alcune testimonianze racconta come il governo tedesco neghi costantemente rifugio a chi arriva da altri paesi... Leggi l'articolo sull'Huffingtonpost: 


Il “Nein” di Angela Merkel ai rifugiati LGBT 
“La Germania sta facendo un sacco di decisioni sbagliate” la denuncia delle associazioni tedesche a Politico.eu

Namibia, primo LGBT PRIDE nella capitale Windhoek.

Una nuova Africa è possibile. Namibia, primo LGBT PRIDE nella capitale Windhoek. Circa 150 persone hanno sfilato per la prima volta a Windhoek, capitale della Namibia, per chiedere una migliore tutela giuridica per i gay, lesbiche, bisessuali e transgender nel paese dell'Africa meridionale.

Leggi articolo i francese su La Libre Afrique: https://afrique.lalibre.be/6602/namibie-premiere-gay-pride-a-windhoek/

Siria:“Queste checche uccidono fascisti”

Siria, con uno striscione esplicito con scritto: “Queste checche uccidono fascisti” arriva la Brigata T-QUILA, formazione guerrigliera anarchica delle Forze guerrigliere popolari per la rivoluzione internazionale. In un comunicato nel quale si presentano al mondo annunciano: “I nostri membri hanno guardato con orrore quando fascisti ed estremisti in giro per il mondo hanno attaccato la comunità queer e assassinato innumerevoli suoi membri”. La rivoluzione LGBTQI si diffonde in tutto il mondo.

Leggi su: http://www.prideonline.it/2017/07/25/siria-la-bandiera-arcobaleno-a-raqqa/

Sportello LGBTI Migranti - Siamo ripartiti!

L'Esperienza dello SPORTELLO MIGRANTI LGBTI di Verona è stata portata avanti con successo nel triennio 2010-2013 da diverse associazioni e gruppi LGBT e non di Verona. Dopo un periodo di alcuni anni d'inattività, il servizio è ripartito mercoledì 22 Febbraio 2017.

Quando e dove: Il secondo e quarto mercoledì del mese dalle ore 20:30 alle 22:30 c/o MILK Verona Lgbt Community Center in via Antonio Nichesola, 9 a Verona (San Michele Extra). <<mappa>>

Il servizio di supporto, assistenza ed accoglienza è garantitito da un gruppo di volontarie e volontari grazie al supporto e alla collaborazione del Comitato territoriale Arcigay Verona - Pianeta Urano dal 
MILK Verona Lgbt Community Center e dall'associazione Lieviti - Bisessuali e Queer (aff. Arcigay).


L'orientamento sessuale e l'identità di genere, nelle varie forme in cui si esprimono, sono causa, in molti paesi, di discriminazioni talvolta sancite dalla legge.

Secondo gli accordi internazionali le persone migranti che dimostrano di poter essere perseguitate nel paese dal quale sono fuggiti a causa della loro omosessualità o transessualità hanno diritto a presentare domanda di asilo internazionale anche in Italia.

Per ottenere il rispetto di questo diritto è però necessario che il/la migrante dichiari la sua condizione, che deve emergere anche nella sua comunità etnica nel nostro paese, con l'effetto di rischiare l'emarginazione fra i/le connazionali portatori/trici di una cultura chiusa alle differenze sessuali.

E poi non può essere trascurato il rischio che la domanda di asilo non sia accolta, e che il/la migrante venga espulso/a, con il risultato di essere riconsegnato/a alla situazione di discriminazione e di pericolo personale.

Al fine di aiutare e assistere le persone migranti gay lesbiche bisessuali e transessuali che volessero presentare domanda di asilo e protezione internazionale non esitate a contattarci.

Contatto e-mail diretto con lo sportello:
•Email: migrantilgbtverona@gmail.com

Indirizzo - Telefoni e orario
•Tel. 045 973003 - (Giulia) 327 1479296 (Arianna) 340 9142987 (Rachele) 349 5361265
•Secondo e quarto mercoledì di ogni mese ore 20:30 - 22:30
•Indirizzo: c/o MILK Verona Lgbt Community Center
 Via Antonio Nichesola, 9 - 37132 Verona (San Michele Extra)

France Noir? E i diritti LGBTI?

L'Europa si tinge di nero, sempre più a destra e populista? E questo uno degli scenari possibili, anzi probabili, almeno in alcuni paesi che nel 2017 andranno ad elezioni politiche come la Francia. Porte chiuse all'immigrazione e diritti LGBTI messi in discussione, sotto la pressione degli agguerriti movimenti omofobi ed anti-gender. Uno stato di caos e paura, dovuto ad una ripresa economica che non si vede, agli attacchi terroristici, che porta anche una consistente parte della comunità LGBTI, soprattutto i gay e dare consenso (secondo alcuni sondaggi) a Marine Le Pen, nonostante le promesse di abolizione o revisione della legge sul matrimonio egualitario (1). Oggi, Come andrà a finire? In molti se lo chiedono preoccupati, con una cosa certa; la Gauche (La sinistra - PS e Front de La Gauche) completamente fuori dai giochi, con una percentuale che potrebbe essere da pura testimonianza. 

Segnaliamo l'interessante articolo de "Il Grande Colibrì" sulle prossime elezioni presidenziali: Le Pen, Macron e i diritti LGBT - 8.2.2017

Aggredito ed arrestato in Turchia lo stilista gay Barbaros Şansal

Comincia bene il 2017 in Turchia, non è bastata la strage di capodanno, che ha colpito la parte più laica e moderna del paese, con 39 morti e una cinquantina di feriti dentro il locale Reina di Istambul. Lo stilista turco Barbaros Şansal è stato prima espulso a Cipro Nord (La parte di Cipro illegalmente occupata dalla Turchia nel 1974) e poi al rientro ad Istambul, aggredito e pestato da sostenitori del presidente Erdogan sotto gli occhi della polizia che ha lasciato fare e poi arrestato. Barbaros Şansal, oltre ad essere un noto stilista turco ed internazionale è anche attivista per i diritti Lgbt.

Fonte: Il Grande Colibrì

Offende la Turchia di Erdogan: arrestato lo stilista gay

Africa: Anche gli intersessuali nel mirino dell'intolleranza

Intersessuale ucciso in Kenya, arresti anti-gay in Africa
1998: in una zona rurale del Kenya meridionale Muhadh Ishmael nasce con al tempo stesso organi genitali maschili e femminili: è intersessuale. La famiglia lo cresce come una donna, ma lui si considera un uomo. Lo scontro, soprattutto dopo che inizierà a sviluppare il seno, è drammatico: i genitori lo chiudono in casa, gli proibiscono di uscire, vogliono che sia del tutto invisibile. 2014: Muhadh rimane orfano ed è affidato a uno zio, che non accetta la sua condizione e lo sottopone a violenze. 2015: con una scusa lo zio affida Muhadh a quattro sconosciuti, che presenta come cugini. I quattro uomini portano il ragazzino nel parco nazionale di Arabico Sokoke, lo denudano, lo drogano, gli tagliano via il pene e lo abbandonano lungo una strada. Un motociclista, per puro caso, trova Muhadh e subito lo porta in ospedale, dove cercheranno di curarlo e dove lui racconterà la propria triste storia.

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